I trader spesso fanno affidamento sul rapporto oro-argento per valutare il valore comparativo dell'argento rispetto all'oro. Predicendo la direzione del rapporto, gli investitori possono ottenere un profitto indipendentemente dal fatto che i prezzi dei due metalli aumentino o diminuiscano. In passato i governi stabilivano il rapporto oro-argento per mantenere la stabilità finanziaria, ma ora esso fluttua. Questo rapporto è uno strumento diffuso per i trader di metalli preziosi per minimizzare i rischi su entrambi i metalli. I trader possono operare sul rapporto oro-argento tramite futures, exchange-traded fund (ETF), opzioni e conti pooled.
Il rapporto oro-argento, talvolta noto come rapporto di zecca, quantifica il valore relativo di un'oncia d'argento rispetto a una corrispondente misura d'oro. In termini più semplici, indica il numero di once d'argento necessarie per acquistare un'oncia d'oro. Questa metrica è preziosa per i trader che cercano di diversificare le loro posizioni in metalli preziosi. Il rapporto oro-argento si calcola dividendo il prezzo corrente dell'oro per il prezzo corrente dell'argento. Può aiutarti a determinare quale metallo sta aumentando di valore rispetto all'altro.
Ecco una spiegazione di base: se l'oro vale $500 l'oncia e l'argento $5, il rapporto oro-argento è 100:1. Allo stesso modo, quando l'oro è a $1.000 l'oncia e l'argento a $20, il rapporto si riduce a 50:1. Attualmente il rapporto mostra una natura dinamica, spesso volatile, dovuta alla valutazione giornaliera dai meccanismi di mercato.
Vale la pena notare che non è sempre stato così, poiché i governi hanno storicamente imposto rapporti specifici per garantire la stabilità monetaria in diversi periodi e luoghi.
I secoli antecedenti il XX secolo videro rapporti imposti dai governi che garantivano stabilità monetaria, mantenendosi in un intervallo tra 12:1 e 15:1. In particolare, l'Impero Romano fissò il rapporto a 12:1 e il governo degli Stati Uniti adottò 15:1 con il Coinage Act del 1792.
Il XIX secolo vide gli Stati Uniti e diverse altre nazioni adottare uno standard bimetallico, in cui il valore dell'unità monetaria era legato al rapporto di zecca. Tuttavia, l'era dei rapporti fissi declinò nel XX secolo, in parallelo con l'abbandono dello standard bimetallico e, successivamente, dello standard aureo. Di conseguenza, i prezzi di oro e argento acquisirono indipendenza nel mercato aperto.
Nonostante non sia fissato, il rapporto oro-argento resta uno strumento preferito dai trader di metalli preziosi. Lo utilizzano per coprire le loro posizioni in entrambi i metalli, prendendo una posizione long su uno e short sull'altro. Quando il rapporto sale, segnalando un calo atteso dell'oro rispetto all'argento, gli investitori possono acquistare argento e shortare una quantità equivalente di oro.
Perché questo rapporto è importante per investitori e trader? Prevedendo i suoi movimenti, gli investitori possono ottenere profitti indipendentemente dall'andamento al rialzo o al ribasso dei prezzi di questi metalli. Vale la pena ricordare che i prezzi dell'oro e dell'argento sono generalmente quotati per oncia.
Operare sul rapporto oro-argento attrae principalmente gli appassionati di beni reali, spesso definiti amanti dell'oro. Perché? Perché questo approccio si concentra sull'accumulare quantità maggiori di metallo piuttosto che inseguire profitti in termini di valore in dollari. Fare trading sul rapporto oro-argento si basa sullo spostare le posizioni quando il rapporto raggiunge estremi storici definiti:
Da notare che in queste transazioni non si considera il valore in dollari. L'enfasi è posta sul valore relativo dei metalli, non sui loro valori nominali.
Questa strategia è attraente per chi teme svalutazioni, deflazione, cambiamenti valutari o persino conflitti geopolitici. I metalli preziosi hanno una comprovata capacità di mantenere il valore anche di fronte a fattori che potrebbero indebolire la valuta fiat di una nazione.
Operare sul rapporto oro-argento offre diverse strategie con rischi e ricompense associati.
La scelta della strategia giusta dipende dalla tua tolleranza al rischio, dall'esperienza e dagli obiettivi d'investimento.
Operare basandosi sul rapporto oro-argento presenta una sfida notevole: individuare con precisione i momenti degli estremi di valutazione relativa tra questi metalli. Ad esempio, se il rapporto raggiunge 100 e un investitore scambia oro per argento, ma il rapporto persiste oscillando tra 120 e 150 per i successivi cinque anni, l'investitore si trova di fronte a un dilemma. Potrebbe essersi instaurato un nuovo paradigma di mercato e tornare all'oro in quel periodo comporterebbe una riduzione delle riserve di metallo dell'investitore.
In tale scenario, gli investitori potrebbero aumentare le loro posizioni in argento e attendere una contrazione del rapporto, ma la certezza resta lontana. Questo evidenzia il rischio intrinseco per chi pratica il trading basato sul rapporto. Sottolinea la necessità di monitorare con attenzione le fluttuazioni del rapporto nel breve e medio periodo per cogliere estremi emergenti più probabili.
Il trading sul rapporto oro-argento offre un ampio ventaglio di possibilità d'investimento. La considerazione principale è la consapevolezza da parte degli investitori del proprio profilo di trading e della propria tolleranza al rischio. Per gli investitori in beni reali preoccupati per il valore a lungo termine della valuta fiat del loro paese, il trade sul rapporto oro-argento garantisce la certezza che, almeno, si detengano sempre metalli preziosi.