Imposta di bollo sulle crypto 2026: chi paga, come si calcola
Imposta di bollo sulle crypto 2026: chi paga, come si calcola

Imposta di bollo sulle crypto 2026: chi paga, come si calcola

Alice Cooper · Italia · 27 gennaio 2026 · 3m

Materiale informativo e non consulenza fiscale.

In Italia spesso si confondono due aspetti distinti quando si parla di crypto. Uno è l'esito economico delle operazioni (utile/perdita). L'altro è il “costo” del possesso e della segnalazione degli asset, dove il sistema fiscale si concentra sul valore del portafoglio e sul fatto che gli asset esistono e vengono monitorati nelle dichiarazioni. L'imposta di bollo tipicamente emerge in questa intersezione.

Cos'è l'imposta di bollo nel contesto crypto?

Il bollo è un'imposta collegata al valore degli asset. Nelle discussioni sulle crypto, spesso è abbinato al Quadro RW, perché RW è la sezione che si occupa del monitoraggio e della valutazione degli asset. Qui si tratta del Quadro RW/RT.

Anche se possiedi solo crypto, potresti comunque dover capire come i tuoi asset vengono segnalati e come viene determinato il relativo onere.

Chi dovrebbe prestare attenzione al bollo?

Nel 2026 questo tema riguarda solitamente due gruppi:

  1. Detenzione a lungo termine di entità significativa

Hai detenuto USDT/USDC/BTC/ETH per anni, non effettui molte operazioni, ma il valore del portafoglio è significativo.

2. Asset detenuti su piattaforme

Quando parte delle tue crypto è su un CEX/custode, molte persone si aspettano che tutto venga gestito automaticamente, come per i titoli tradizionali. In realtà i provider crypto variano, quindi la responsabilità spesso rimane sulla tua dichiarazione dei redditi e sulla corretta comunicazione.

Come stimare l'imposta di bollo?

Per ottenere una stima approssimativa, di solito servono tre elementi:

  • Il valore degli asset che riporti secondo le regole di dichiarazione (la data e il metodo di valutazione sono rilevanti).
  • L'aliquota che si applica al tuo caso.
  • Il periodo di detenzione, se il calcolo è proporzionale al tempo.

La principale insidia per le crypto qui è la valutazione: quale prezzo usare, da quale fonte, in quale momento e a quale tasso di cambio EUR. Un approccio pratico è scegliere una regola coerente (per esempio il prezzo di uno specifico exchange/aggregatore a una data/ora precisa) e conservarne la prova.

Dove compare il bollo nella tua dichiarazione?

La maggior parte delle persone non lo nota come una voce netta trattenuta da un exchange, ma come conseguenza della corretta compilazione delle sezioni relative alla proprietà e alla valutazione. Uno scenario comune è: qualcuno riporta solo i risultati delle transazioni, per poi rendersi conto che anche lo strato di proprietà/valutazione necessita attenzione.

Quando mantieni registri chiari, il bollo diventa prevedibile: sai dove i tuoi asset sono dichiarati e perché compare l'onere correlato.

Checklist per la stagione delle dichiarazioni

  • Hai un export annuale delle transazioni e un'istantanea separata dei saldi?
  • Puoi mostrare i saldi per ciascuna ubicazione di custodia (exchange/wallet) nelle date rilevanti?
  • La tua regola di valutazione è documentata, con prove dei prezzi salvate?
  • Separa chiaramente dove hai transazioni/risultati (RT) rispetto a proprietà/valutazione solo (RW)?

Conclusione

Nel 2026 l'imposta di bollo è uno dei motivi per cui detenere crypto in Italia non significa sempre “niente da dichiarare”. Conserva le prove delle valutazioni, mantieni cartelle separate per RW e RT e raccogli i report per tempo: così il bollo diventa una voce controllata nel tuo flusso fiscale invece di una spiacevole sorpresa.

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